Claudio Di Dato, il proprietario di Oasi Chiaia, il chiosco di limonate più famoso di Napoli, confida a Jameson Irish Whiskey: “La vita in strada ti chiede di ottemperare a tante situazioni, bisogna essere né rissosi né fessi. Come un leone docile.” Tre cose rendono unico Claudio: anima napoletana, cuore generoso, testa brillante.

Chi non conosce l’Oasi Chiaia di Napoli, lo storico chiosco aperto nel 1902, famoso per le sue limonate e le celebri spremute di arance dolci? Jameson Irish Whiskey ne svela un inedito punto di vista: quello di Claudio Di Dato da 25 anni proprietario di questo locale, un luogo che va decisamente oltre alla sua semplice destinazione commerciale.

Racconta Claudio: “Oasi Chiaia è una sorta di ufficio informazione, un portierato a tutti gli effetti, un punto di riferimento per la zona, un centro di smistamento di emozioni e di pensieri.  Ho combinato fidanzamenti e qualche matrimonio, sono un punto di ritrovo per i ragazzi che lavorano nei negozi vicini, smisto pacchi e posta per le persone che abitano nei pressi. E quando occorre vesto il ruolo di affittacamere e agente immobiliare.”

Anni fa ha adottato un vecchietto: “Sono andato in tribunale e sono diventato il suo tutore. Volevo aiutarlo a recuperare la dignità.” Così ha cambiato la vita a Pasquale Arnese detto Buongiorno Buongiorno.

Gli appellativi vivacizzano le relazioni qui a Oasi Chiaia; ad esempio c’è ‘L’uomo piccione’, un guardia macchine, “la cui camminata ricorda quella di un piccione quando picchia a terra.”

L’ironia napoletana non è un semplice luogo comune: permea la vita e la cultura. Claudio ne ha fatta una strategia di marketing. Il suo cartello “qui da me limonate a cosce aperte” è il più instagrammato di Napoli. A Jameson Irish Whiskey ha rivelato il significato di questo slogan. La limonata di Oasi Chiaia si fa con acqua, i profumati limoni di Sorrento (Claudio ha un suo personale fornitore di fiducia) e un pizzico di bicarbonato. Quest’ultimo fa “spumeggiare la limonata che trasborda dal bicchiere e ti costringe ad aprire le cosce per non bagnarti”.

C’è della genialità istintiva e visionaria in tutto ciò. Che è la stessa che ha fatto cambiare vita a Claudio, trasformandolo da artigiano in un laboratorio di pellicceria ad acquafrescaio, proprietario di un locale di neanche 5 mq che da’ da vivere a lui, a sua moglie (conosciuta nel laboratorio) e a Luigi e Umberto, i suoi figli studenti di Economia Aziendale.

Testa brillante che è la stessa che alimenta il suo lato ambientalista. Non è una moda, ma un’esigenza legata sia al risparmio sia alla creativa voglia di stupire. Ecco gli ziti usati come “cannucce di pasta, che sono doppiamente ecologiche: nessuna plastica e dopo l’uso te ne sbarazzi a terra che se le mangiano gli uccelli.” racconta.

Chiaia è considerata una delle zone più esclusive e mondane. Questo non ha minato la solidarietà, qui si respira veridicità e autenticità: “è un piccolo paese. Non passano auto, si passeggia, si chiacchiera e gli scambi culturali animano la giornata.” Oasi Chiaia è il fulcro della vita di quartiere, dalle signore che tutte le mattine da vent’anni si fermano per una spremuta, ai lavoratori per una pausa rinfrescante, dai bambini ‘che ho cresciuto’ fino agli stranieri – cinesi, russi, americani – che in visita a Napoli non mancano di passare da Claudio.

D’estate dice “spremo un ‘Diego Armando Maradona’ di limoni a settimana. Con il caldo aggiungo un pizzico di sale per rendere la limonata una corroborante oasi di benessere.”

Delle tre parole che definiscono Jameson Irish Whiskey, il whiskey famoso per la sua tripla distillazione, ha scelto “vivace”, anche se in realtà sente sue sia “Sine metu” (senza paura) sia open-minded ovvero alla mano, inclusivo e informale.

Perché ci è piaciuta questa storia? Claudio è un’iniezione di positività ed energia. Ha trasformato la ‘creatività napoletana” in valore capace di rendere la vita bella, a lui e agli altri. Non si ferma mai, è un generatore di idee.

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