Con Fhate Off, il loro negozio di toppe ricamate, hanno trovato e contribuito e rendere Centocelle un’oasi utopica dove vivere ed esprimere la loro visione della vita.

Tutto è nato da una passione comune e da un’esigenza concreta: quella di trovare un lavoro” raccontano Fara e Federica a Jameson Irish Whiskey. “Roma è una città difficile da tanti punti di vista e soprattutto da quello lavorativo. E poi volevamo essere libere, in tutti i sensi. Fare qualcosa di nostro”

   

Così hanno messo a frutto un saper fare, il ricamo, ereditato dalle rispettive nonne, e si sono inventate un lavoro: creatrici di toppe. Le toppe sono divenute il loro linguaggio. “Ricamiamo per diffondere idee. In tutto quello che facciamo c’è un messaggio. Questo per noi è indispensabile. Non vogliamo essere dei venditori, né parte di un sistema che non ci sta bene.  Le toppe fanno parte della nostra sottocultura, sono simboli urlati e cuciti addosso.”

Cucito addosso è anche il quartiere Centocelle. “Lo abbiamo scelto come sede di Fhate Off perché lo abbiamo sempre frequentato. Non lo cambieremmo mai: è vivo, verace, genuino, schietto, sempre in fermento, come noi. Forti sono le sue radici popolari ma nello stesso tempo ci sorprende per la sua continua capacità di evolversi. E’ l’ombelico della realtà che abbiamo sempre vissuto.”

Qui siamo tutti amici, molti sono artigiani o portano avanti piccole realtà, dalla ragazza del laboratorio del vetro al libraio indipendente, dal calzolaio storico fino al serigrafo. Stanno nascendo un sacco di attività, gestite da giovani.” Con loro, prima che il Covid uccidesse la socialità, avevano creato CentoCellule, una rete per rendere vitale il quartiere. L’attivismo, quello capace di andare oltre e portare avanti sfide, fa parte del loro Dna. Esemplare l’iniziativa per sensibilizzare all’abolizione l’IVA sugli assorbenti.

Andate a vedere la loro pagina Instagram e Facebook impossibile rimanere indifferenti. Ogni toppa parla, “della vita di tutti i giorni che non è proprio rilassante”. A volte è poesia, a volte prosa, a volte dramma, a volte commedia, pantomima, satira, slogan…

Ricamano anche su ordinazione. Tutti i vicini si sono fatti personalizzare qualcosa e fanno il tifo per loro. Le richieste più strane? “Appena abbiamo aperto una signora settantenne ci chiese di ricamare le camicie del marito. Un’altra richiesta insolita che ricordiamo perché divertente e dissacrante è quella di 13 apostoli afroamericani”. Dietro ogni creazione c’è un grande lavoro: “A volte per realizzarne una ci impieghiamo anche 3 ore.” Insomma dei piccoli capolavori, opere d’arte contemporanee.

Le nostre toppe vanno cucite. E’ una scelta perché vogliamo che possano trasmigrare da un capo all’altro. Sono fatte per durare una vita, essere riciclate e rinnovare un giubbotto che non usiamo più, un abito vintage o una t-shirt che ci è andata a noia.”

Tutto chiaro. Ma il nome Fhate OFF, cosa significa? Nulla, probabilmente è il segno di un’affinità elettiva. “Avevamo l’urgenza di trovare un nome” confidano a Jameson Irish Whiskey, quindi decidemmo di fare una lotteria. Invitammo i nostri amici a scrivere su un bigliettino il nome del nostro sogno e ad inserirlo in un’urna. Ne mettemmo uno anche noi, con un nome scritto di getto, appunto Fhate Off. E la sorte ci fece estrarre il nostro. Una condanna perché è difficile sia da scrivere sia da pronunciare.”

Tra le parole che definiscono Jameson Irish Whiskey, il whiskey famoso per la sua tripla distillazione, quella che si sentono più cucita addosso è “Sine metu” (senza paura). Chissà se realizzeranno una toppa!

Perché ci è piaciuta questa storia? Fara e Federica hanno saputo trovare un modo di essere sé stesse e non tradirsi. Hanno contribuito a creare un ‘paese nella metropoli’ che difendono a spada tratta, al punto che quando c’è una serranda libera messaggiano tutti gli amici artigiani per invitarli a vivere e condividere questa oasi utopica.

 

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